Felice di aver fatto un salto nel blu
di Luca Fiore - pubblicato il 22 Marzo 2002 alle 00:00
Maria Pia Bagnato, sei anni fa, ha scelto di cambiare e di fondare una cooperativa sociale. Oggi dice che valeva davvero al pena rischiare
Maria Pia Bagnato: una laurea in psicologia clinica in tasca e la passione per il sociale nel cuore. «Sei anni fa», racconta, «lavoravo in una società attiva nellambito delle telecomunicazioni e di Internet che mi garantiva una buona posizione professionale una busta paga di tutto rispetto». Ma cera qualcosa che non le andava, forse la tecnologia non valorizzava abbastanza i suoi studi di psicologia o forse non le bastava dedicarsi al sociale solo nel tempo libero. «È stato questo e molto altro», continua Maria Pia, «a spingermi a fare il passo. Da una parte una realtà sicura e ben organizzata che garantiva certezza economica, dallaltra una strada incerta e piena di difficoltà». Matta? Forse no. Insieme con dieci amici crea la cooperativa sociale Oltre il Blu (www.oltreilblu.org) che negli anni ha creato a Modena una serie di servizi che vanno dal trasporto dei disabili allassistenza agli anziani, dalla formazione dei volontari allassistenza psicologica individuale. «Partendo da unesperienza di volontariato, che non abbiamo mai abbandonato e nella quale crediamo ancora fortemente», spiega ancora, «abbiamo creato unopportunità per realizzare nuovi progetti, integrando le risorse dellimpresa sociale e del volontariato con le istituzioni locali»; in una parola welfare mix. Oltre il Blu oggi esprime sul territorio modenese una testimonianza significativa con alcuni importanti progetti tra cui lAgenzia unica per il trasporto disabili Colibrì che ogni giorno accompagna più di 100 disabili al lavoro o presso i centri di cura. La cooperativa collabora inoltre con la Pubblica assistenza Croce blu di Modena per i progetti rivolti agli anziani, partecipando allesperienza dei Centri territoriali per la terza età. Lultimo progetto invece è La Civetta-Blu parking che consente linserimento di persone svantaggiate in un programma di formazione e di inserimento al lavoro e consiste nella gestione di unarea comunale destinata a parcheggio custodito. E dopo tutto questo tempo, che bilancio fa? «Se non ne valesse la pena non sarei qui a raccontarlo e a raccomandarlo», sorride Maria Pia. «Cè una soddisfazione a livello emotivo che vale la fatica spesa e il sacrificio economico».