di Redazione
VITA. Amnesty, in Russia ancora un bavaglio sulla società civile
23 gennaio 2007
-
Segnala a un amico
-
Stampa articolo
La Corte suprema russa ha respinto lappello contro la chiusura della Societa per lamicizia russo-cecena (Rcfs)
Amnesty International si e dichiarata profondamente contrariata per la decisione odierna della Corte suprema russa, che ha respinto lappello contro la chiusura della Societa per lamicizia russo-cecena (Rcfs). La decisione di oggi colpisce due obiettivi: la liberta despressione e la societa civile ha dichiarato Nicola Duckworth, direttrice del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International - e trasmette un segnale agghiacciante: le altre Ong fuori dal coro possono subire la stessa sorte dellRcfs. Le autorita russe sono obbligate a garantire un clima libero dalle intimidazioni, in cui gli attivisti per i diritti umani possano svolgere il loro lavoro.
LRcfs, che svolgeva unopera di monitoraggio e dinformazione sulla situazione dei diritti umani in Cecenia e in altre zone del Caucaso settentrionale, era stata chiusa lo scorso ottobre, prevalentemente sulla base delle nuove leggi contro lestremismo e sulle Organizzazioni non governative, secondo le quali unOng non puo essere diretta da una persona condannata per attivita estremiste. Stanislav Dmitrievskii, direttore esecutivo dellRcfs, gia vittima di intimidazioni e minacce di morte, era stato condannato il 3 febbraio 2006 per crimini di odio, per aver pubblicato articoli di natura non violenta scritti da leader separatisti ceceni. Amnesty International aveva ritenuto che Dmitrievskii fosse stato condannato per il pacifico esercizio del proprio diritto alla liberta despressione e non avrebbe neanche dovuto essere sottoposto a processo.
Dopo aver appreso della sentenza della Corte suprema, Dmitrievskii ha fatto sapere ad Amnesty International che ricorrera alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo: La decisione della Corte suprema ha commentato e un pericolo per la societa civile e per la Russia nel suo complesso. E una decisione politica, che mostra chiaramente che le autorita russe non ci tengono alla societa civile. Manda un segnale sbagliato, che non passera inosservato nella comunita internazionale. Nel nostro ricorso, avevamo dimostrato che il verdetto iniziale del tribunale di Nizhnii Novgorod era illegale. La decisione della Corte suprema ci mette di fronte a una serie di problemi amministrativi ma non ci fara smettere di lavorare per i diritti umani. Semplici cittadini di ogni parte del mondo, tra cui molti soci di Amnesty International, personalita di primo piano russe e di fama internazionale, come i Premi Nobel Elie Diesel e Harold Pinter si erano rivolte alle autorita russe chiedendo che lRcfs non venisse chiusa.
Tag associati all'articolo: Terzo settore (+ 10619) News (+ 45176) Europa (+ 11595) Ong (Organizzazioni non governative) (+ 2007) Informazione (+ 62837) Russia (+ 390)
- Aifo
- focus 2009
- Maurizio Maldini
- Aldo Bonomi
- Giuseppe De Rita
- Camillo De Piaz
- Scuola
- Yalla
- Imane Barmaki
- Yalla Italia
- Shady Hamadi
- Agenzia delle Entrate
- 5 per mile
- Aldo Polito
- eas
- Ecomondo
- WWF
- Vita
- Ambiente
- caccia
- Belgio
- Russia
- Clima
- Rassmea Salah
- Feltrinelli
- Michele Zannini
- Daniele Pasquini
- Lele di Blasio
- Paolo Maroso
- Abruzzo
- immigrati
- Coop Adriatica
- Egitto
- Rania Ibrahim
- Randa Ghazy
Caricamento in corso...
Top News
- 02 feb 2010, 17:15
- 03 feb 2010, 09:46
- 09 gen 2010, 10:44
- 06 feb 2010
- 02 feb 2010, 13:02
- 02 feb 2010, 14:37
- 29 gen 2010, 16:24
- 29 gen 2010, 18:10
- 27 gen 2010, 13:14
Italia non profit