Di Lucio Brunelli
VITA. Chi è il cristiano e chi è il cristianista
22 novembre 2004
A proposito dei giudizi di un grande storico, Remi Brague.
Il filosofo francese Remi Brague ha coniato un geniale neologismo: cristianisti. Se i cristiani sono coloro che semplicemente credono in Cristo, i cristianisti sono quelli che esaltano e difendono il cristianesimo. Inteso come una cultura, una civiltà, unideologia. Si può essere cristianisti come in passato si è stati fascisti o comunisti. Unidea forte e una militanza agguerrita. Al limite si può essere cristianisti senza avere la fede, ovvero senza aver mai sperimentato la tenerezza di Cristo. Dopo l11 settembre cè stata una germinazione massiccia di cristianisti. Sia in versione cattolica sia in versione laica. La civiltà occidentale, dicono, è aggredita da un islam bellicoso. Occorre rispondere a questa minaccia da un lato con la forza militare e dallaltro innalzando il vessillo di una forte identità culturale. Nichilismo e relativismo potevano forse essere tollerati in tempi di pace. In tempi di guerra no, ci vuole un credo più robusto e valori morali meno fluttuanti: il grande albero della civiltà occidentale, se non vuol essere spazzato via dalla marea islamista, deve ritrovare più salde radici. Ha commentato Remi Brague in unintervista al mensile 30Giorni: «Per questa gente la Chiesa deve difendere certi valori e non transigere sulle regole morali. Loro vogliono unorganizzazione con una linea ferma, con un numero uno ben stabilito. Alla fine, mi chiedo se non sognino una Chiesa fatta con lo stampo del Partito comunista sovietico». Ora, non si tratta di demonizzare i cristianisti. Che intellettuali laici abbandonino i pregiudizi e scoprano un nuovo interesse verso la cultura cristiana è un fenomeno in sé positivo. Così le singole prese di posizione restano comunque materia di libera e laica discussione. Quel che conta è che non si smarrisca mai la distinzione fra cristianisti e cristiani. Che i primi non assorbano i secondi. O più correttamente: che i secondi non si lascino assorbire dai primi. Le conseguenze sarebbero disastrose per la Chiesa. I cristianisti sono intellettuali. A loro interessano alcune idee del cristianesimo. A loro potrebbe stare bene, per assurdo, un mondo in cui i governi mettano al bando i bambini in provetta e le unioni gay, anche se nessuno più pregasse, si confessasse e si affezionasse a Cristo. I cristiani sono interessati alla salvezza dellanima (ovvero alla felicità vera), loro e di ogni uomo. Non sono contro nessuno, nemmeno contro i cristianisti. Sopportano con pazienza le persecuzioni, ma non possono accettare di avere altri maestri allinfuori del Maestro.
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