Di Redazione
Parchi. La guerra degli ambientalisti
27 gennaio 2012
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La riforma in esame al Parlamento divide le associazioni
Da una parte il Fondo per l'ambiente italiano – FAI, Italia Nostra, Mountain wilderness, Lega per la protezione degli uccelli - Lipu e WWF dall’altra Federparchi, Legambiente e Coldiretti. Una spaccatura quasi surreale.
Quale l’oggetto del contendere? La riforma dei Parchi nazionali all'esame del Parlamento. Ad accendere le polveri è stato un appello, pubblicato su La Repubblica e firmato dal fronte “WWF” «per fermare una riforma inutile e dannosa». Secondo le associazioni contrarie infatti il provvedimento «stravolgerebbe il sistema dei Parchi compromettendone la funzione primaria di tutela ambientale e quindi l'attrattiva turistica». Le modifiche alla legge 394 infatti «intendono alterare il delicato equilibrio della “governance” frai ministeri dell'Ambiente e dell'Agricoltura, del mondo scientifico, delle associazioni e degli enti locali, spostandolo “a vantaggio dei rappresentanti di interessi locali e di settore”. E ciò non farebbe che “aumentare la politicizzazione degli Enti Parchi”. Una scelta dunque che aprirebbe la possibilità “di cacciare nelle aree protette con la scusa del controllo delle specie aliene” senza contare “il meccanismo di finanziamento degli Enti Parchi con l'introduzione di una royalty o di canoni su alcune attività a elevato impatto ambientale come la coltivazione di idrocarburi o gli impianti idroelettricio a biomasse”.
Il fronte dei favorevoli invece, scesi in campo in difesa della rifortma, come le modifche «sono da giudicare utili e positive. I limitati e parziali interventi previsti non sono certo una mannaia sui parchi e sulla loro efficacia gestionale: in alcuni casi possono produrre una maggiore capacità d'azione, in altri migliore chiarezza su strumenti e opportunità, in altri ancora la riaffermazione, rafforzata ed estesa, di competenze e prerogative, come quelle sulla gestione della fauna».
Particolarmente duro Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, che attacca frontalemente le associazioni firmatarie dell'appello «è un ambientalismo alla Walt Disney, più da giovani marmotte che da moderni ambientalisti. Agricoltori ed enti locali non sono il lupo cattivo. Noi non abbiamo nessuna paura di modificare la legge 394/91 sui parchi per rilanciarne la funzionee renderli più efficienti». Secondo Dezza infatti l'iter parlamentare della riforma «va nella giusta direzione prevedendo provvedimenti che velocizzano le nomine, semplificano la governance degli Enti Parchi, liberano dalle pastoie della cattiva politica e sburocratizzano organismi che rischiano, così restando, di apparire inutili carrozzoni».
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Italia non profit
Elisabetta
28 gen 2012, 10:42
Che triste, come sempre l'uomo deve distruggere tutto quello che ha intorno, se no non รจ proprio contento.