promossa da Tavola della Pace

Contro la chiusura Rai all'estero

Lanciata il 02 febbraio 2010

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Firma l'appello della Tavola della pace, riviste missionarie, sindacati giornalisti. Già 2mila adesioni

Non possiamo immaginare che la Rai, il nostro servizio pubblico radiotelevisivo, decida di chiudere le sedi di corrispondenza di Beirut, il Cairo, Nairobi, Nuova Delhi e Buenos Aires e il canale Rai Med. Tutti possono ormai scrivere di tutto da ogni dove.

Ma nulla può sostituire la capacità di un giornalista di cercare e raccogliere le notizie sul posto dove si formano. Chiudere questi uffici nel Mediterraneo, in Africa, Asia e America Latina vorrebbe dire chiudere gli occhi degli italiani sul mondo in un tempo in cui grandi sfide mondiali ci impongono una crescente attenzione e impegno.

Questi uffici sono un elemento indispensabile non solo della Rai ma del nostro sistema democratico. Per questo hanno bisogno di essere potenziati e sostenuti da nuovi spazi nei palinsesti quotidiani capaci di portare in primo piano la vita delle persone e dei popoli.

Con questo stesso spirito chiediamo il rilancio di Rai Med che deve diventare il nostro principale strumento d’incontro, conoscenza e dialogo con i popoli, le culture e le religioni che con noi si specchiano nel Mediterraneo.

 

 

I primi firmatari

Tavola della pace
Articolo21
UsigRai
Federazione Nazionale della Stampa Italiana
Nigrizia
Misna (Missionary International Service News Agency)
Missione Oggi
Premio Ilaria Alpi
LiberaInformazione
Redattore Sociale
Mosaico di Pace
Vita Magazine
Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani
 

2 febbraio 2010

Firma l'appello!

E per saperne di più: Viale Mazzini spegne l'Africa

Tag associati alla petizione:  Informazione (+ 62839) Diritti umani (+ 1583) Rai (+ 29) Tavola della pace (+ 13)

Italia non profit

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Umberta

07 feb 2010, 13:30

Ok, ho usato l'indirizzo "http://beta.vita.it/images/bottone_esportazione_petizioni_120_60.gif" anzichè l'altro e questo gli piace. Misteri delle piattaforme.

 

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Umberta

07 feb 2010, 13:14

Sì, ci ho provato tre volte. Sembra che a Wordpress non piaccia la codifica dell'immagine. Ad ogni modo, posso crearne uno io, l'importante è che porti qui! Per adesso, ho scritto un post dedicato alla petizione e ho condiviso la pagina due o tre volte su Facebook. Stavo anche pensando di aprire una pagina su FB dedicata a questo ma non riuscirei a gestirla. Grazie e buon lavoro, Umberta

 

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VITA non profit online

07 feb 2010, 12:29

Cara Umberta, hai verificato di aver copiato l'intero codice? Da quanto ci risulta funziona correttamente. a presto

 

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Gian Paolo

06 feb 2010, 12:04

Sintesi della lettera inviata ai responsabili della RAI Estimato collega, L’ipotesi di chiudere un terzo delle sedi di corrispondenza nel mondo è grave. Se esiste un problema di bilancio, non è spegnendo l’informazione che si risolve ma vigilando su compensi a “star”, sprechi, spese in programmi di gossip. Sono giornalista, Regione Lombardia N° 34585 - 1980. Redattore a Nigrizia, direttore di Radio AL (Ecuador), della rivista I. Sin Fronteras (Colombia), rettore di una Università Cattolica (Esmeraldas – Ecuador). Missionario in Burundi, Ecuador, Colombia e infine nella RDC, ero sotto i bombardamenti a Kisangani (guerra 2000 fra Ruanda e Uganda per il coltan). Sotto le bombe ascoltai la notizia che la Comunità europea liberava 800 milioni di $ per l’Uganda, un dono. Ritornata la calma, vennero in visita a Kisangani alcuni ambasciatori, fra cui quello italiano. Esprimemmo il nostro grave dissenso per quella notizia. Forse che le ricchezze del Congo non interessano all’Italia? O l’Italia preferisce ricomprarle dalle compagnie pirata sostenute da USA e Inghilterra piuttosto che da un governo legittimo? La risposta la ebbi 8 anni dopo alla Farnesina (c’era ancora il Governo Prodi). “Voi missionari siete informati e ragionate liberamente”, mi disse uno degli ambasciatori presenti (non faccio nomi). “Noi siamo amministrativi e dobbiamo obbedire ai nostri politici: presbiti in attualità politica internazionale e miopi nel guardare al futuro”. Le domando: la chiusura delle sedi che riguardano l’Africa – diminuita l'efficienza dell’Istituto Italo-Africano -è causa o effetto di questi difetti di vista? Siete sicuri che fra 5 anni nuovi politici più non vi taglieranno la pensione di vecchiaia per aver voi resi incapaci i nostri politici e il nostro Paese di capire la realtà e il cammino di un Continente ricco di potenzialità e per di più nostro vicino di casa? Attentamente, p. Gian Paolo Pezzi, comboniano Roma, 5.02.2010

 

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Umberta

05 feb 2010, 19:56

Vorrei aggiungere il badge al mio blog ma esso non viene visualizzato correttamente né in Firefox né in Internet Explorer. Potreste controllare il codice, per favore? Grazie.

 

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SALVIO

03 feb 2010, 09:16

Non possiamo immaginare che la Rai, il nostro servizio pubblico radiotelevisivo, decida di chiudere le sedi di corrispondenza di Beirut, il Cairo, Nairobi, Nuova Delhi e Buenos Aires e il canale Rai Med. Tutti possono ormai scrivere di tutto da ogni dove. Ma nulla può sostituire la capacità di un giornalista di cercare e raccogliere le notizie sul posto dove si formano. Chiudere questi uffici nel Mediterraneo, in Africa, Asia e America Latina vorrebbe dire chiudere gli occhi degli italiani sul mondo in un tempo in cui grandi sfide mondiali ci impongono una crescente attenzione e impegno. Questi uffici sono un elemento indispensabile non solo della Rai ma del nostro sistema democratico. Per questo hanno bisogno di essere potenziati e sostenuti da nuovi spazi nei palinsesti quotidiani capaci di portare in primo piano la vita delle persone e dei popoli. Con questo stesso spirito chiediamo il rilancio di Rai Med che deve diventare il nostro principale strumento d’incontro, conoscenza e dialogo con i popoli, le culture e le religioni che con noi si specchiano nel Mediterraneo.

 

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